morena's profileDiario di bordoPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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il tempo non dimentica
la luce comincia a rimbrinire.... il tempo interminabile non passa mai ,e il telefono stava muto non suona..sono pronta devo solo uscire andare in ospedale per starle vicino ...esco di casa ,mi fermo davanti alla porta ..ho le spalle voltate ..non guardo ..e una lacrima scende lentamente , la stanza e poco illunimata ,lui sta dormendo ..si sente un acro odore di medicinali ,il letto candido ..pulito ..il suo viso sofferente ...le sue mani gonfie ...lo guardo e spero ... mio figlio vicino a me mi fa una carezza,la sua mano calda mi da forza ...dice mamma vai a riposare rimango io con babbo ..lo guardo ormai un uomo anche se un ragazzo ,vuole essere presente esco dalla stanza senza dire una parola ..trattengo le lacrime mi metto a sedere sulla seggiolina di ferro e chiudo per un attimo gli occhi... la mia mente si ribella non vuole lasciare questo uomo ..non vuole....con forza mi portano a casa ...le ore non passano ....quando uno scquillo di telefono mi fa sobbalzare ..... ale ? cosa succede ....anche se non ero li con lui un sorriso grandissimo e sopraggiunto dentro di lui ....... mamma....... mamma senti chi parla ...una voce flebile mi dice ciao pandora .....oddio mio ti ringrazio ...ti ringrazio tantissimo ....si e solo svegliato da quel sonno incoscete ....forse vuole vedermi ...il mio cervello comincia a viaggiare ..devo andare da lui ... la luna mi fa compagnia mentre sono in macchina mi illumina la strada ..sembra aver capito che ho fretta .....la sua mano la sua mano calda ..troppo calda si posa a fatica sopra la mia mi sfiora ..mi accarazza con debolezza ...volta lo sguardo verso me... mi sorride ..una lacrima esce dai suoi occhi ..e poi si addormenta ...una notte lunga ..lunga..troppo lunga .... un sonno lunghissimo solo ai primi bagliori dellalba ...sospira e sospira ancora ...guarda quella luce guarda il cielo ..... guarda me sembra dirmi qualcosa ....ma..... chiude gli occhi per sempre ...... il tempo passa ma i ricordi restano ....... morena October 31 il gelsomino notturno
E s'aprono i fiori notturni, October 30 accidenti al raffreddore!!!!!uffa uffa stamani mi sono alzata con un mal di testa e tutto il naso intasato ....
mamma mia che raffreddore
tutto frutto di una bella giornata di pulizie ,
ieri mattina ho fatto pulizie grandi ,
accidenti in magliettina mi sono messa a pulire il pavimento come
si faceva una volta .....
ma so propio scemaaaaaaaaaaa
ekko ora mo mi teno il raffreddore ti adoroooooooooo![]() tropppo bellloooooooooooooooooooo
c'era una volta
L'eroina di questa storia è la bella Andromeda ,la figlia dell'inetto re Etiope Cefeo e della vanitosa regina Cassiopea, dalla smisurata vanagloria. Le disgrazie di Andromeda cominciarono il giorno in cui sua madre sostenne di essere più bella persino delle Nereidi un gruppo di seducenti ninfe marine. Le Nereidi offese decisero che la vanità di Cassiopea aveva decisamente superato i limiti e chiesero a Poseidone,il dio del mare,di darle una lezione.Per punizione Poseidone mandò un mostro terribile a razziare le coste del territorio del re Cefeo. Sbigottito per le devastazioni,con i sudditi che reclamavano una sua reazione,l'assediato Cefeo si rivolse all'oracolo Ammone per trovare una via d'uscita.Gli fu detto che per quietare il mostro doveva sacrificare la sua figlia vergine.Ecco che allora l'innocente Andromeda fu incatenata a una costa rocciosa per espiare le colpe della madre,che dalla riva guardava in preda al rimorso.Secondo la leggenda questo evento si verificò sulle coste del Mediterraneo a Joppa ( Jaffa ) la moderna Tel Aviv. Mentre Andromeda se ne stava incatenata alla rupe battuta dalle onde pallida di terrore e in lacrime per la fine imminente,l'eroe Perseo capitò da quelle parti.Il suo cuore fu rapito alla vista di quella fragile bellezza in preda all'angoscia. Perseo al primo momento scambiò Andromeda per una statua di marmo.Ma il vento che le scompigliava i capelli e le calde lacrime che le scorrevano sulle guance gli rivelarono la sua natura umana. Perseo le chiese come si chiamava e perché era incatenata lì. Andromeda,completamente diversa dalla sua vanitosa madre in un primo momento,per timidezza neanche gli rispose anche se l'attendeva una morte orribile fra le fauci bavose del mostro,avrebbe preferito per modestia nascondere il viso tra le mani se non le avesse avute incatenate a quella roccia.Perseo continuò a interrogarla alla fine per timore che il suo silenzio potesse essere interpretato come ammissione della sua colpevolezza,gli raccontò la sua storia che interruppe improvvisamente lanciando un urlo di terrore alla vista del mostro che avanzando fra le onde muoveva verso di lei. Un attimo di pausa per chiedere ai genitori di Andromeda di concedergli la mano della fanciulla e Perseo si lanciò contro il mostro lo uccise con la sua spada liberò l'estasiata Andromeda fra gli applausi degli astanti e la fece sua sposa. Più tardi Andromeda gli diede sei figli, compreso Perses progenitore dei Persiani e Gorgofonte, padre di Tindareo re di Sparta.Si dice che sia stata la dea greca Atena a collocare l'immagine di Andromeda fra le stelle dove si trova tra Perseo e sua madre Cassiopea. October 27 vorrei solo un po' di saggezza![]() Tempo fa' una persona mi manda una lettera dicendomi che il mio fratellone si era sposato ....
diceva e' il tuo fratellone ed e' giusto che tu lo sappia ....
Be sono contenta per lui ,anzi sono felicissima .
Ma sara' poi cosi vero che una persona ,perche' chiamarlo fratellone nn mi sembra piu' il caso ,
sara' cosi vero che una persona ti voglia bene al tal punto di discriminarti con altre persone?
allora le amicizie che si incontrano nel web ,sono cosi sincere o sono solo fantasie ?
perche' mi dici che il mio fratellone si e' sposato e non mi hai chiamato
per le nozze?
te lo dico io perche' ,perche' e' solo e pura fantasia,
in questi due giorni avrei voluto prendere il cel e' chiamare il mio fantomatico fratellone ,mha',
ero li per fare il numero ,ma poi mi sono chiesta ma perche' ,perche' devo chiamarlo!!!!!
forse perche' lui mi ha dato fiducia,lui mi diceva come fare .
Una grande amicizia ,mi diceva sempre con te non c'e la fccio a litigare ,
ed io per forza sei il mio fraellone.
Oggi avrei vouto con me il mo cocciuto siciliano ,
anche se solo per telefono mi avrebbe sicuramente rassicurata come faceva una volta.
perche ',perche' mi chiedo bisogna essere cosi egoisti,
cosi insicuri di se stessi ,perche' ferire altre persone ,
me lo chiedo ma non ho risposta ..
ho forse la risposta c'e ....
insicurezza di se stessi?
caro fratellone ti sei perso nel web?
perche' non ci sei piu' o tantomeno sei nell'ombra a leggere,
perche'?
perche' non alzi quel telefono e dici ao grulla come stai!!!!
bastebbe poco per essere un po inteligenti...
basterebbe propio poco. IL CUORE DI MAMMA IMPAZZISCE“ Il cuore di mamma impazzisce"
“ Ieri mattina doveva essere una giornata di festa per la mia famiglia e quella di Tommy,il ragazzo di mia figlia. Doveva discutere la tesi per cui eravamo tutti eccitati al chairlo dottore, una telefonata che non vorremmo mai aver ricevuto. Venite Tommy ha lasciato un biglietto e non si trova piu', il caos ,la confusione ,la disperazione si fa vedere nei nostri volti, solo una domanda ci lunina la testa"dove sra" La disperazione ,poi il silenzio ,la lunga attesa, una telefonata che non arrivava, poi la chiamata ai carabiniere per chiedere come ci dovevamo comportare, una lunghissima notte che non passava mai, poi finalmente un messaggio , "sto' bene no cercatemi" ma nel cel era rimasto impresso solo una parte di un numero fisso. Ci siamo messi suito in contatto con polizia abbiamo individuato da dove veniva il numero. Firenze una lunga corsa una giornata per girare intorno a quella zono , non so il Sgnore ci ha aiutati ad un certo punto vediamo la sagoma di Tommy . Il suo papa ha corso ha corso con ilcuore in mano, lo ha preso per un braccio e lo ha abbracciato forte . Dio mio ti ringrazio di averci ascoltato. Dio mio ti saro' debitore. tutto dietro questo c'era la paura , la paura di non dare gratificazioni ai gentori e non per se. ora io mi chiedo ,cosa vogliamo dai nostri figli? li vogliamo dottori?li vogliamo imprenditori? o li vogliamo semplicemente i nostri figli? bisogna chiederselo Morena
October 24 indimenticabile!!!!!!Ascoltare questa canzone mi fa riflettere molto,persone che rimangono nel cuore appunto come dice la canzone indimenticabile ,persone che nonostante tutto dopo anni non se ne vogliono andare da dentro la nostra anima ,persone che hanno lasciato prepotentemente la sua presenza ,il suo amore ,il suo modo di fare .
AMICI? no...
buona notte![]() Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, silenziosa luna? Sorgi la sera, e vai, contemplando i deserti; indi ti posi. Ancor non sei tu paga di riandare i sempiterni calli? Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga di mirar queste valli? Somiglia alla tua vita la vita del pastore. Sorge in sul primo albore move la greggia oltre pel campo, e vede greggi, fontane ed erbe; poi stanco si riposa in su la sera: altro mai non ispera. Dimmi, o luna: a che vale al pastor la sua vita, la vostra vita a voi? dimmi: ove tende questo vagar mio breve, il tuo corso immortale? Vecchierel bianco, infermo, mezzo vestito e scalzo, con gravissimo fascio in su le spalle, per montagna e per valle, per sassi acuti, ed alta rena, e fratte, al vento, alla tempesta, e quando avvampa l'ora, e quando poi gela, corre via, corre, anela, varca torrenti e stagni, cade, risorge, e piú e piú s'affretta, senza posa o ristoro, lacero, sanguinoso; infin ch'arriva colà dove la via e dove il tanto affaticar fu vòlto: abisso orrido, immenso, ov'ei precipitando, il tutto obblia. Vergine luna, tale è la vita mortale. Nasce l'uomo a fatica, ed è rischio di morte il nascimento. Prova pena e tormento per prima cosa; e in sul principio stesso la madre e il genitore il prende a consolar dell'esser nato. Poi che crescendo viene, l'uno e l'altro il sostiene, e via pur sempre con atti e con parole studiasi fargli core, e consolarlo dell'umano stato: altro ufficio piú grato non si fa da parenti alla lor prole. Ma perché dare al sole, perché reggere in vita chi poi di quella consolar convenga? Se la vita è sventura, perché da noi si dura? Intatta luna, tale è lo stato mortale. Ma tu mortal non sei, e forse del mio dir poco ti cale. Pur tu, solinga, eterna peregrina, che sí pensosa sei, tu forse intendi, questo viver terreno, il patir nostro, il sospirar, che sia; che sia questo morir, questo supremo scolorar del sembiante, e perir dalla terra, e venir meno ad ogni usata, amante compagnia. E tu certo comprendi il perché delle cose, e vedi il frutto del mattin, della sera, del tacito, infinito andar del tempo. Tu sai, tu certo, a qual suo dolce amore rida la primavera, a chi giovi l'ardore, e che procacci il verno co' suoi ghiacci. Mille cose sai tu, mille discopri, che son celate al semplice pastore. spesso quand'io ti miro star cosí muta in sul deserto piano, che, in suo giro lontano, al ciel confina; ovver con la mia greggia seguirmi viaggiando a mano a mano; e quando miro in cielo arder le stelle; dico fra me pensando: a che tante facelle? che fa l'aria infinita, e quel profondo infinito seren? che vuol dir questa solitudine immensa? ed io che sono? Cosí meco ragiono: e della stanza smisurata e superba, e dell'innumerabile famiglia; poi di tanto adoprar, di tanti moti d'ogni celeste, ogni terrena cosa, girando senza posa, per tornar sempre là donde son mosse; uso alcuno, alcun frutto indovinar non so. Ma tu per certo, giovinetta immortal, conosci il tutto. Questo io conosco e sento, che degli eterni giri, che dell'esser mio frale, qualche bene o contento avrà fors'altri; a me la vita è male. O greggia mia che posi, oh te beata, che la miseria tua, credo, non sai! Quanta invidia ti porto! Non sol perché d'affanno quasi libera vai; ch'ogni stento, ogni danno, ogni estremo timor subito scordi; ma piú perché giammai tedio non provi. Quando tu siedi all'ombra, sovra l'erbe, tu se' queta e contenta; e gran parte dell'anno senza noia consumi in quello stato. Ed io pur seggo sovra l'erbe, all'ombra, e un fastidio m'ingombra la mente, ed uno spron quasi mi punge sí che, sedendo, piú che mai son lunge da trovar pace o loco. E pur nulla non bramo, e non ho fino a qui cagion di pianto. Quel che tu goda o quanto, non so già dir; ma fortunata sei. Ed io godo ancor poco, o greggia mia, né di ciò sol mi lagno. se tu parlar sapessi, io chiederei: - Dimmi: perché giacendo a bell'agio, ozioso, s'appaga ogni animale; me, s'io giaccio in riposo, il tedio assale? - Forse s'avess'io l'ale da volar su le nubi, e noverar le stelle ad una ad una, o come il tuono errar di giogo in giogo, piú felice sarei, dolce mia greggia, piú felice sarei, candida luna. O forse erra dal vero, mirando all'altrui sorte, il mio pensiero: forse in qual forma, in quale stato che sia, dentro covile o cuna, è funesto a chi nasce il dí natale. Giacomo Leopardi vadoHo fameeee vado a cenare ...chi c'e c'e |
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